Natale 2012

Cari amici,

Ho finito di fare il presepe, anche se quest’anno non ho potuto prendere ispirazione dai maestri presepiali di S.Gregorio Armeno, ho sfruttato la fantasia e quel pizzico di creatività che Napoli regala a tutti i suoi cittadini, un dono ovviamente esent’tasse, almeno fin’ora, e così ho messo: 5 case distrutte dal terremoto e cinque case appena ricostruite a costi altissimi e materiali scadenti, 4 case alluvionate, 4 container dove far vivere la gente sfollata, 55 banche perché sono le uniche che restano sempre in piedi, 82 chiese esenti da IMU e un corteo di esodati che tentano di bloccare l’arrivo della stella cometa;  il bue e l’asinello quest’anno non ce li possiamo permettere e forse useremo, per gentile concessione, qualche banco del parlamento dopo lo scioglimento; i pastori non ci sono più tutti morti di stenti al loro posto abbiamo i consiglieri lombardi con in testa il figlio di Bossi che fanno i volontari per farsi rieleggere.   images

 Intanto Monti ha dato fourfet perché c’era Berlusconi che non ha voluto mancare neanche a questa apparizione e per farsi meglio fotografare ha portato la sua nuova fidanzata che placidamente succhia un Calippo come se invece di essere sul presepe fosse ancora a Telecafone.  Grillo è intervenuto in diretta dal suo blog insultando indiscrimatamente tutti i politici, compreso i re Magi. Poi ho messo la grotta, umida e meno confortevole della capanna ma almeno non si deve pagare l’IMU (sperando che a Monti non venga in mente di tassare anche le grotte, in tal caso il prossimo presepio lo potremo fare solo in Svizzera;  il Bambin Gesù c’è, ma Giuseppe e Maria  arriveranno solo dopo la mezzanotte visto che per andare avanti fanno il doppio e anche il triplo lavoro. Quest’anno avevo pensato di mettere sul presepe anche il consigliere Fiorito, ma non sapevo dove collocarlo visto che non riusciva ad entrare in nessuna delle casette così ho pensato di conservarlo per il presepe del 2013 anzi del 2014 quando la crisi sarà superata e i politici avranno di nuovo qualcosa da rubare.    Ho messo infine 1500 re Magi rigorosamente in auto blu….Mi sembra che non manchi nulla!

Buon Natale a tutti

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Storie di alunni (2)

Che bellezza! Ciò che pensiamo diventi ciò che siamo!  Questo è l’incantesimo che la donna di Ghiaccio svelò all’uomo delle Nevi. Prendo spunto da ciò che il mitico Boban ha scritto alla sfuggente Portsmouth, la fanciulla venuta dal Nord. Che bellezza!

Cercare il genio nascosto in noi senza avere timore d’incontrarlo. Dire come si fa,come ci si può arrivare non sembra un discorso dei giorni nostri. Sembra di trovarsi appunto tra le pagine di un romanzo d’altri tempi.

Scrive Portsmouth: ……perseverare e credere in se stessi e nelle proprie capacità ci porta a raggiungere i nostri obiettivi! Tutti ce la possiamo fare anche quando sembra impossibile…….

Boban risponde con un’inaspettata fermezza: ….non sapere non implica il fatto di non saper fare..spetta solamente a noi decidere se volerlo realizzare..in tal caso dovremmo scontrarci inevitabilmente con i fili della conoscenza..

I due cercano la stessa cosa,anche se sono così lontani e diversi tra loro. Se c’è talento va non solo corteggiato, ma coltivato, energicamente, costretto a mostrarsi, a venire fuori. Se uno riesce ad essere quello che pensa raggiunge il massimo della sua espressione in  qualunque campo di applicazione.

Ecco come si manifesta il talento che comunque ognuno possiede: dalla giusta combinazione tra il sapere e il saper fare. Oggi la chiamano competenza in realtà quando veramente si realizza è un miracolo e si chiama appunto talento.

  Poi misteriosamente com’era arrivato il mitico Boban si allontanò chiudendosi nel suo mantello e stringendo in una  mano il biglietto della bella Portsmouth che lo vide sparire rapidamente tra la nebbia come un cacciatore che insegue la sua preda.

Il patto scellerato

         Quando l’abbiamo visto rinunciare a partecipare direttamente alle prossime elezioni in fondo un po’ di simpatia per lui ci ha attraversato la mente, e forse qualcuno tra quelli d’animo buono ha pensato persino alla possibilità di concedergli l’onore delle armi.

E’ da tempo che le posizioni concilianti di Berlusconi verso la politica di Monti sembravano rassicurare gli oppositori e accompagnare il parlamento verso una serena fine legislatura. Tuttavia quelli che invece giudicavano il passo indietro di Berlusconi più malignamente come la quiete che precede la tempesta tendevano ad interpretare l’atteggiamento del Cav  come una tregua forzata in attesa degli eventi giudiziari più importanti che lo vedono coinvolto e non già come una saggia posizione dettata da un superiore senso dello stato che anche personaggi come Berlusconi nel fondo di se stessi possono ancora nutrire.

 La conferenza stampa di sabato sera trasmessa in tv ha confermato ovviamente l’ ipotesi peggiore: si trattava proprio di una tregua che la sentenza di Milano ha traumaticamente spezzato. La prevedibilità di Berlusconi  sul fronte politico è arcinota ai suoi stessi alleati che spesso l’ hanno ritenuta il vero tallone d’Achille di tutto quanto il movimentoe difatti quest’ ultima mossa sembra confermare la tesi che lo vede come un potente in balia dei propri impulsi, piuttosto che un avveduto uomo politico che sa misurare le parole e le azioni.

E così sabato sera la tv ci ha consegnato un Berlusconi in preda al rancore  e animato da un senso di vendetta che addirittura lo potrebbe portarlo a ritirare la fiducia al governo Monti e rigettare l’Italia nella spirale della speculazione finanziaria, nonostante gran parte degli italiani siano stati ridotti in miseria dalle tasse e dalle riforme necessarie per salvarci dall’abisso.

Le motivazioni che egli ha addotto sono addirittura ridicole nel contesto degli ultimi eventi, Berlusconi ci propone davanti alle telecamere,in coppia con il suo fido avvocato nonché parlamentare, con quella faccia livida e segnata e la fronte bassa dell’animale che si sente in trappola, i risultati di un’analisi sull’operato del governo Monti e conclude che questo governo dei tecnici ha portato l’economia italiana in recessione e ha fatto di noi un paese succube della Germania dell’odiata Merkel. Temi populisti già sbandierati  da mesi da quelle forze politiche sia antagonista che politicamente vicine al partito di Berlusconi. Grillo,Di Pietro,ma soprattutto la Lega verso la quale le dichiarazioni del Cav. sembrano nuovamente far convergere il suo partito dopo il benservito che il PDL gli consegnò all’indomani della dichiarazione di appoggio incondizionato al governo tecnico.

Il quadro sembra chiaro e foriero di ulteriori conferme nei prossimi giorni, Berlusconi credeva infatti che il suo ritiro dalla politica attiva e la fiducia data a Monti dal suo partito e di riflesso allo stesso Napolitano, inconfondibile deus ex machina di tuta quanta l’operazione, lo avrebbero in cambio messo al riparo dall’operato di quei  solerti giudici di Milano le cui ostinate indagini stavano mettendo seriamente in pericolo la sua stessa persona e il destino delle aziende di sua proprietà.

Qualcosa è però andato storto. Il punto è questo!

Le dimissioni di Berlusconi e del precedente governo furono il risultato di un patto politico scellerato tra le più alte sfere dello stato e il medesimo che garantiva il suo appoggio all’esecutivo di Monti e alle sue riforme in cambio di una sorta di velata immunità che gli permetteva di salvare se stesso e le sue aziende dal tracollo?

Fu questo il risultato del colloquio che si tenne al Quirinale tra Berlusconi,Monti e Napolitano al quale seguirono le immediate dimissioni del Berlusca inquel memorabile dodici novembre dell’anno scorso?

Possiamo spiegarci  in questo modo la rabbia e le minacce del cavaliere contro Monti, forse colpevole di non aver varato qualche leggina che gli salvasse nuovamente il culo ?

Secondo me siamo di fronte all’ennesimo patto scellerato tra i massimi rappresentanti dello stato ai quali gli storici saranno tenuti a dare la giusta risonanza più di quanto possa fare io con questo umile scritto.

Bye bye consumismo

Da questa crisi non si uscirà mai più! Non è una maledizione, ma il frutto di un modesto ragionamento. Ciò che chiamiamo crisi è a mio avviso un cambiamento strutturale che investendo prima la finanza internazionale, e successivamente l’ economia reale hanno  infine stravolto completamente le prospettive della nascente Unione Europea che si trovava a gestire una quantomeno complessa fase di passaggio ed integrazione tra le varie realtà dei paesi che la compongono. L’adozione dell’euro  ha stravolto l’economie di molti stati europei creando una distorsione tra potere d’acquisto e valore della moneta, lasciando così lo spazio ad un’inflazione che ha toccato punte superiori al 70%.

 In paesi come L’Italia il cambio euro/lira è risultato del tutto squilibrato e fuori controllo e di conseguenza ci siamo trovati a fare i conti con una moneta che difatti vedeva ridotto il proprio valore d’acquisto di quasi la metà. Pensiamo ad.es. al valore degli immobili che al momento del cambio fra le due monete  è letteralmente raddoppiato. Quello che costava mille lire è passato ad un euro, e tutto si è svolto nell’assurdo e inspiegabile silenzio delle autorità. In breve il tempo ha fatto il resto, ha creato l’uso e la consuetudine e man mano l’intero mondo economico si è abituato, operando un concambio tacitamente e vergognosamente accettato.

 E’ vergognoso anche il fatto che in pochi hanno avuto il coraggio di parlare apertamente sulla questione e dire chiaramente che il problema era ed è soprattutto nella caduta del potere d’acquisto della moneta dopo l’introduzione dell’euro.

 Questa crisi infatti si poteva verosimilmente prevedere già da allora, ma una strana euforia, una forma di cecità ci ha portato a vivere i primi anni dall’introduzione della moneta unica senza un’adeguata riflessione, forse nell’inconscio tentativo di mantenere lo stile di vita al quale ci eravamo abituati.

 La crisi internazionale, partita da lontano,  ha minato seriamente l’economie di quei paesi , come il nostro, che hanno vissuto gli ultimi  trenta quarant’anni nettamente al di sopra delle proprie possibilità e che l’introduzione dell’euro faceva già oltremodo vacillare. Se la crisi è stata la spallata, siamo come caduti indietro nel tempo. Il Welfare è quasi smantellato, le pensioni di cui godranno le nuove generazione sono state fortemente ridimensionate dall’introduzione del sistema contributivo e l’innalzamento dell’età pensionabile, poi l’aumento delle tasse, la riduzione sempre più profonda del potere d’acquisto dei salari stanno accelerando la crisi del ceto medio sempre più soffocato dalle rate del mutuo e dalla mancanza di prospettive.

 Chi si aspetta che finita la crisi, questo tipo di situazione magicamente muterà si sbaglia di grosso. Piano piano si affermerà un nuovo modello di vita basato su meno risorse a disposizione per ognuno e su un livello di vita nettamente più basso.

Forse senza dirlo apertamente stiamo già voltando  definitivamente le spalle all’epoca del consumismo.

 

                                                  Che sia un bene??


Storie di alunni

    (La pagella di Gurdon pubblicata dall’Università di Cambridge)

“E’ stato un semestre disastroso. Il suo lavoro è ben lontano dall’essere soddisfacente. Impara a fatica e i fogli dei suoi test sono mezzo strappati. In uno ha preso un 2 su un punteggio massimo di 50. Inoltre si mette nei guai perché non ascolta, e insiste a fare le cose alla sua maniera. Ho sentito che avrebbe l’idea di diventare uno scienziato: un’ambizione ridicola alla luce dei suoi voti attuali. Se non riesce ad apprendere le semplici nozioni della biologia, non avrebbe alcuna possibilità di diventare un esperto. Sarebbe una perdita di tempo, per lui e per i suoi insegnanti”. E’ una bocciatura senza scampo quella ricevuta nel 1949 da un John Gurdon appena 15enne da parte del suo professore di scienze a Eaton, dopo essersi classificato come peggiore tra i 250 studenti del corso. Ma dopo più di sessant’anni sono parole che fanno soltanto sorridere, specialmente quando si ha un premio Nobel in mano…….

Per approfondire: Alle cellule ringiovanite il Nobel per la medicina

prigionieri

Non ho mai fatto del moralismo su questo blog. Un po’ per carattere, per personale concezione della vita e un po’ perchè non voglio che gli alunni mi considerino un benpensante nell’accezione banale o ambigua del termine. Eppure chiunque ragioni sui fatti di corruzione e malgoverno che stanno accadendo in Italia,  anche solo marginalmente, non potrà non sentirsi chiamato in causa se non altro per il semplice fatto che vuoi o non vuoi apparteniamo comunque a questo paese del quale, come figli, condividiamo una parte del DNA.


Ecco,sarà colpa della stampa, delle stesse aziende, di un mondo che va comunque nella stessa direzione ci cadesse pure sopra un enorme meteorite,io però in certi casi non posso fare a meno di sentirmi come quel prigioniero nella caverna di cui parla Platone che guardando le ombre all’esterno pensa che quello sia veramente il mondo.

Haimè oggi ho proprio paura che questa stupida Italia che si vede nella  foto sia veramente il mio paese.

Leggi un articolo  sull’evento:   E’ il giorno di iPhone 5, code ai negozi
Apple-fan in attesa: “Ne vale la pena”

Uno strano inizio d’anno

Mio Dio ricominciare nuovamente, ricominciare ogni volta,ogni anno e avere la sensazione che tutto sia da rifare, come se l’anno prima non avessi fatto niente, assolutamente niente.

Eppure sulla pellaccia i segni ti sono rimasti, i volti, le storie,tante (perchè tutte ti restano dentro anche se nessuno ti crede) e i fiumi di parole, quelle poi….! Quante parole pronuncia un prof  in un anno scolastico? Bella domanda! Più di un politico, di un avvocato, di un venditore ambulante? Meno di un poeta, di un viaggiatore, di un sognatore?  La maggior di quelle  parole una volta uscite non spariscono per sempre come bolle di sapone, ma simili a boomerang tornano indietro anche a distanza di mesi,a volte di anni, e ti riempiono il cervello come se stessi attraversando la piazza durante una festa di paese. Marco, Sandro, Federica, Alessandro,Antonio quelli che hai bocciato, che hai salvato per il rotto della cuffia quelli che ti hanno torturato un anno intero e quelli quegli altri e quelli che ancora verranno.

Ricominciare ogni anno sapendo che nessuno mancherà all’appello che ci saranno tutti, quelli del presente e quelli del passato perchè quel passato è lì davanti a te, seduto tra i banchi non ancora allineati, e ha la faccia disincantata di uno che bleffa anche se non ha ancora imparato a giocare, i riccioli cadenti che fingono di sedurti anche se lei non conosce ancora nulla del sesso, quell’’ironico sorriso di chi ti guarda fisso negli occhi e pensa ridendo sotto i baffi: “per noi la scuola finirà prof a te invece la campanella ti perseguiterà per il resto della tua vita”.

                                                               

Mio Dio!!