Affettuose corrispondenze

Il leit-motiv di questa raccolta fotografica è rappresentato proprio dalle amorose corrispondenze tra i vivi e morti di cui parla Foscolo nella sua nota opera.
Chi non ha una persona cara defunta credo che non possa capirlo veramente fino in fondo.
O meglio, credo che non possa sentire fine in fondo quel legame con l’aldilà che noi vivi stabiliamo attraverso la tomba e tutti gli aspetti del culto dei morti che la circondano. C’è stato un momento nel quale ho sentito il bisogno di cercare questi elementi e di fissarli sulla pellicola per non dimenticarli. Così ho passeggiato molto e a lungo per i cviali del cimitero monumentale di Napoli.

Ho ascoltato e guardato, spesso per rispetto ho solo sbirciato, ho cercato di non essere invadente, di tenermi ossequiosamente distante……. dai morti ovviamente.
Così ho fotografato le ombre e i silenzi, i viali deserti, le cappelle, gli angeli dormienti. Le tombe comuni e le cappelle nobiliari, quattro sassi intorno ad un ramo conficcato nel terreno, una croce infilata nella terra senza neppure il nome. Ho fotografato quelle che ho chiamato “le faccine” cioè foto ingiallite dei primi del 900 che ritraevano uomini del tempo.
Ho visto ad es. che i busti di alcuni uomini illustri erano orientati in modo particolare.
Si noti, a proposito, la foto n° 10 dove le statue di filosofi e pensatori napoletani sono disposte in modo tale che sembra che stiano continuando a tenersi in esercizio discorrendo tra loro su importanti questioni. Ma questa forse è fantasia!!
Mi sono però tenuto lontano dalla ricerca del macabro, non ho mai violato la privacy dei morti, nè dei vivi.
Ho trascorso al cimitero molte giornate, ho capito come i vivi parlano con i morti costantemente attraverso i piccoli e i grandi gesti. Qualche volta mi è sembrato di sentire che anche i morti parlano ai vivi. Ma questa forse è fantasia.
Io cercavo di stabilire un ponte con l’aldilà, una ragionevole geografia del territorio proprio come uno che arrivato in un posto attende con pazienza e metodica applicazione di familiazzare con i luoghi e gli abitanti.

Da quella parte c’era una persona a me carissima, mi sembrava giusto conoscere il mondo dove egli si trovava.
Così credo di esserci riuscito, di sapere cioè che i vivi e i morti sono molto più vicini di quanto si possa pensare. Grazie all’amore che sempre ci tiene insieme.

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5 thoughts on “Affettuose corrispondenze

  1. Guardando le foto mi mancava quasi il respiro.Ho provato una sensazione si inquietudine.Ha avuto coraggio a passeggiare in questo mondo…di morti, a me spaventa.Non posso restarci più di 5 min.

  2. bhe prof sinceramente credo ke quello che avete detto alla fine dell’intervento è vero che i morti e i vivi hanno un rapporto molto diverso rispetto a quello tra i vivi… e io ne so molto su questo rapporto anke perke ho perso da quasi un anno una persona ke è una parte importante della mia vita…e posso dire ke il rapporto che ho con questa persona è molto piu stretto che con quello che ho con i vivi…e credo che chi non ha perso una persona non possa capire fino e in fondo questo mondo così lontano dal nostro ma che ci appartiene in qualche modo…

  3. Parlare di Foscolo e dei sepolcri ha riaperto quella brutta ferita!proprio quando cercavo di non pensare più ecco che riappare Foscolo che dedica un’opera stupenda come quella dei sepolcri ad un suo amico defunto!oh come riesco a sentire il dolore che provava Foscolo x la perdita del suo caro amico!!!! A volte sembra quasi che ti accorgi quanto è importante una persona e quanto la ami solo quando la perdi!Cmq per me i morti vivono attraverso i vivi che ricordando tutte le giornate insieme infatti così fanno rinascere dentro di loro il caro perso!

  4. Morti…beh prof ha mai visto Troy?Nel personaggio di Achille c’è un aspetto che mi piace, sostiene che l’uomo vivrà attraverso quelli che li ricordano e finchè ci sarà qualcuno che li ricorda loro vivranno…beh anche se so che probabilmente, almeno che non riesca a diventare un Gigante della letteratura, il mondo non si ricorderà di me a lungo, ma mi piace illudermi che comunque vadano le cose, queste illusioni non sono quelle che fanno male all’animo…anche perchè mal che vada da morti non ci possiamo piangere addosso ^_^…

  5. L’umanità di Achille confonde e ci fa amare il personaggio più di ogni altro.
    Ricordo che ancora adolescente mi insegnò una cosa che non ho più dimenticato. Allora, adolescente testardo ed egocentrico come pochi, pensavo che gli eroi fossero coloro che mai si tiravano indietro di fronte al pericolo. Rimasi però profondamente perplesso quando lessi che Achille rinunciò all’amata Briseide piegandosi al volere di Agamennone e che successivamente pianse persino per lei invocando la mamma. Che lezione fu per me che mi sentivo quasi invincibile. Certi personaggi della letteratura sono così veri che ci parlano anche a distanza di secoli.

    Achille non ci inganna quando dice che tra i vivi e morti mai s’interrompe la trama reale o immaginaria che sia.
    Un grazie a Chiara per avermelo ricordato

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