Uno strano inizio d’anno

Mio Dio ricominciare nuovamente, ricominciare ogni volta,ogni anno e avere la sensazione che tutto sia da rifare, come se l’anno prima non avessi fatto niente, assolutamente niente.

Eppure sulla pellaccia i segni ti sono rimasti, i volti, le storie,tante (perchè tutte ti restano dentro anche se nessuno ti crede) e i fiumi di parole, quelle poi….! Quante parole pronuncia un prof  in un anno scolastico? Bella domanda! Più di un politico, di un avvocato, di un venditore ambulante? Meno di un poeta, di un viaggiatore, di un sognatore?  La maggior di quelle  parole una volta uscite non spariscono per sempre come bolle di sapone, ma simili a boomerang tornano indietro anche a distanza di mesi,a volte di anni, e ti riempiono il cervello come se stessi attraversando la piazza durante una festa di paese. Marco, Sandro, Federica, Alessandro,Antonio quelli che hai bocciato, che hai salvato per il rotto della cuffia quelli che ti hanno torturato un anno intero e quelli quegli altri e quelli che ancora verranno.

Ricominciare ogni anno sapendo che nessuno mancherà all’appello che ci saranno tutti, quelli del presente e quelli del passato perchè quel passato è lì davanti a te, seduto tra i banchi non ancora allineati, e ha la faccia disincantata di uno che bleffa anche se non ha ancora imparato a giocare, i riccioli cadenti che fingono di sedurti anche se lei non conosce ancora nulla del sesso, quell’’ironico sorriso di chi ti guarda fisso negli occhi e pensa ridendo sotto i baffi: “per noi la scuola finirà prof a te invece la campanella ti perseguiterà per il resto della tua vita”.

                                                               

Mio Dio!!